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Il magazine degli animali

In onda su Radiomontecarlo tutti i giorni alle ore 14,45.

Tutti gli argomenti già trattati

23.8.2013

Se incontriamo un cane abbandonato

Consueto appuntamento del venerdì con Daniela Lisi, educatrice cinofila, che risponde alla mail che Cinzia ha inviato a prontofido@prontofido.net
"Cinzia ci scrive chiedendoci cosa deve fare se quest'estate durante le vacanze incontra un cane abbandonato e vuole aiutarlo?
Come prima cosa accertatevi del fatto che sia un cane smarrito o abbandonato e non un cane di proprietà di qualcuno. Certo è che se vediamo un cane vagante in autostrada… al 90% si tratterà di un cane abbandonato.
Per avvicinare il cane è bene non rincorrerlo perché otterrete l'effetto opposto: inizierà a correre anche lui. Non sbarrategli la strada, perché potrebbe deviare all'improvviso e finire sotto una macchina.
Se vediamo che il cane si avvicina dobbiamo fare dei movimenti molto lenti mai avventati e veloci. Quando vediamo che la vicinanza aumenta proviamo ad abbassarci dandogli le spalle e allungando le mani verso di lui con del cibo. Bisogna avere pazienza ed aspettare che sia lui ad avvicinarsi.
Una volta recuperato il cane potrete recarvi nel canile più vicino e chiedere aiuto! Magari grazie al microchip o al tatuaggio si scoprirà che aveva un padrone che ne aveva denunciato la scomparsa oppure riuscirete a far si che chi l'ha abbandonato venga punito come previsto dalla legge!
E comunque eviterete che finisca sotto una macchina!"


22.8.2013

Le autostrade degli squali

Da uno studio effettuato dai ricercatori dell'Università della California David è risultato che gli squali viaggiano negli oceani e nei mari attraverso vere e proprie superstrade, con autentiche aree di sosta e caselli.
I ricercatori hanno seguito gli squali martello con dispositivi Gps e hanno individuato che la rotta preferita da questi animali è tra il Messico e L'Ecuador e che gli squali non sono dispersi negli oceani a caso ma si raccolgono in “autostrade” che attraversano località precise.
A minacciare la sopravvivenza dello squalo martello è soprattutto la pesca indiscriminata dovuta per lo più all'altissima richiesta in Oriente delle sue pinne, dove vengono considerate un cibo prelibato. Pensate che spessissimo questo squalo viene catturato, gli vengono asportate le pinne e poi viene abbandonato in mare.
Comunque secondo le ultime ricerche gli squali sono in pericolo in tutto il pianeta e l'Italia ha un grande responsabilità dato che il nostro Paese è il principale importatore di carne di squalo in Europa ed il quarto consumatore al mondo.

21.8.2013

Flebotomo: un vero killer

Uno dei principali nemici del cane, vero attentatore alla sua salute, è il piccolo flebotomo, un insetto che può provocare la Leshmaniosi. Ma perché è ritenuto tanto pericoloso?
La risposta è semplice: il flebotomo è davvero un pericolo volante, un insetto di piccole dimensioni noto comunemente come Pappatacio, questa sorta di moscerino non è la causa diretta della leishmaniosi, ma una fonte indiretta della malattia stessa.
Il flebotomo, infatti può infettarsi di leishmania dopo aver punto un animale malato e, di conseguenza, infettarne un altro fungendo da veicolo di trasmissione.
Le zone di influenza di questa patologia sono in aumento visto che una volta si concentravano principalmente lungo le coste, ma comunque la terapia è davvero complessa e delicata.
Purtroppo non esiste una profilassi per proteggere il cane dalla puntura del flebotomo, l'unico intervento possibile è ricorrere a specifici prodotti repellenti.
Morale: chiedere consiglio al proprio veterinario.

20.8.2013

Animali nei circhi: stress e sovrappeso

Oggi qui al Magazine degli animali parliamo un po' degli animali che vivono nei circhi. Sapevate che gli animali selvaggi al seguito delle compagnie circensi spendono dall'uno al nove per cento del loro tempo a fare esercizi, mentre per il resto sono confinati in strette gabbie, con gravi conseguenze sulla loro salute?
Sono le conclusioni del primo rapporto sul benessere degli animali del circo pubblicato sulla rivista Animal Welfare. Lo studio è stato condotto da ricercatori dell'università di Bristol, Gran Bretagna.
A soffrire di più sarebbero elefanti, leoni, tigri e orsi. Gli scienziati hanno raccolto campioni di saliva da animali di 153 compagnie circensi. Nelle tigri, la quantità dell'ormone dello stress, il cortisolo, aumenta e resta anormale fino a sei giorni dopo il viaggio e fino a 12 giorni se si tratta del primo viaggio. In media, però, una compagnia resta fissa solo una settimana e per gli spostamenti percorre circa 300 chilometri. Anche quando la compagnia è ferma le condizioni degli animali non sono buone. Secondo il rapporto, gli elefanti sono tenuti in gabbie che vanno da sette a 12 metri quadrati e possono muoversi solo di uno o due metri, la lunghezza della catena a cui sono legati.
Non è tutto. Per la mancanza di attività fisica molti pachidermi diventano obesi. Nella savana, invece, un elefante spende dal 40 al 75% del tempo mangiando e si sposta di circa 50 chilometri al giorno. Gli unici animali adatti alla vita del circo sarebbero quelli già addomesticati dall'uomo, come cani e cavalli. Qualche paese, come l'Austria, ha già preso provvedimenti contro questo sfruttamento bandendo gli animali selvaggi dal circo, ma restano ancora gran parte delle compagnie circensi d'Europa e America. Domanda: ma perché c'è ancora qualcuno che va a vedere gli spettacoli del circo con gli animali?
Scrivete a prontofido@prontofido.net

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