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Il magazine degli animali

In onda su Radiomontecarlo tutti i giorni alle ore 14,45.

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6.4.2010

Le autostrade degli squali

Da uno studio effettuato dai ricercatori dell'Università della California David è risultato che gli squali viaggiano negli oceani e nei mari attraverso vere e proprie superstrade, con autentiche aree di sosta e caselli.
I ricercatori hanno seguito gli squali martello con dispositivi Gps e hanno individuato che la rotta preferita da questi animali è tra il Messico e L'Ecuador e che gli squali non sono dispersi negli oceani a caso ma si raccolgono in “autostrade” che attraversano località precise.
A minacciare la sopravvivenza dello squalo martello è soprattutto la pesca indiscriminata dovuta per lo più all'altissima richiesta in Oriente delle sue pinne, dove vengono considerate un cibo prelibato. Pensate che spessissimo questo squalo viene catturato, gli vengono asportate le pinne e poi viene abbandonato in mare.
Comunque secondo le ultime ricerche gli squali sono in pericolo in tutto il pianeta e l'Italia ha un grande responsabilità dato che il nostro Paese è il principale importatore di carne di squalo in Europa ed il quarto consumatore al mondo.

2.4.2010

Jack non risponde al richiamo

Oggi rispondiamo alla mail di Antonio che ha dei problemi di richiamo con il suo Jack, un meticcio di un anno e mezzo. Risponde Daniela Lisi educatrice cinofila:
"Ciao Antonio! Ti consiglio qualche esercizio da fare con il tuo cane, l'importante è sempre procedere per gradi:
- prima di tutto cerca un luogo sicuro e recintato dove poter lavorare e porta con te premi gustosi o il suo gioco preferito da usare come ricompensa.
- inizia tenendo Jack al guinzaglio, quando è distratto lo chiami e appena ti guarda gli dai un bel bocconcino abbinato ad un bel bravooo!!!
- dopo qualche ripetizione sleghi il cane, aspetti che si allontani un pochino e lo richiami abbinando il comando “vieni” al suo nome. Non appena ti guarda lo premi..
Vai avanti così per un po' di volte aumentando ogni volta la distanza tra te e il cane.
Dopo che hai acquisito sicurezza inizi ad allungare le distanze. Quindi fai questo:
- lascia pure che Jack si allontani. (lavora sempre per gradi mi raccomando, quindi non farlo allontanare tantissimo per le prime volte) Quando pensi che abbia raggiunto una distanza ragionevole lo richiami usando sempre una voce gentile ed allegra. Mai abbinare al richiamo un tono di voce rigido ed austero. Quando jack arriva gli dai un bel bravo ed un bel bocconcino.
- se il cane dovesse guardarti e non tornare prova a chinarti e a richiamarlo con tono giocoso.
- se ancora non torna. lo chiami e inizi a camminare dalla parte opposta alla sua o rivolto verso il cane o dandogli le spalle.
- se ancora non torna inizia a correre sempre dalla parte opposta a quella di Jack.. dai una sbirciatina e se vedi che ti sta raggiungendo ti fermi, ti chini a braccia aperte e appena ti raggiunge lo premi con tante feste e un bel bocconcino. Dopodiché lo lasci andare nuovamente.
Ricordati sempre di non andare mai verso il cane per premiarlo ma aspetta sempre che sia lui ad avvicinarsi a te".

1.4.2010

L'involuzione intellettuale di fido

Lo studio è stato pubblicato dal quotidiano Telegraph e non è passato inosservato visto che quello che emerge dalla ricerca presentata da Kenth Svartberg, Studioso dell'Università di Stoccolma non è incoraggiante per chi ama i cani. Secondo questa analisi il cane sarebbe una specie animale che, negli ultimi anni, ha visto ridurre le proprie capacità intellettuali con grande velocità.
L'involuzione intellettuale, registrata dagli scienziati svedesi, sarebbe dovuta al moderno sistema di allevamento e selezione che privilegia le caratteristiche fisiche del cane.
Il cambiamento è avvenuto nel corso di poche generazioni e riguarda in maniera prevalente i cani da compagnia, quindi soprattutto le razze nane o quelle di taglia piccola.
Comunque questa drammatica involuzione è la conseguenza, soprattutto delle richieste dei padroni: l'agilità mentale, infatti, è stata, diciamo così, erosa proprio dalla domanda di mercato di chi, oggi, preferisce cani che sappiano adattarsi alla vita pigra e consumistica dei padroni, semplicemente eseguendo comandi semplici e ripetitivi, invece che svolgere, proprio come avveniva una volta, lavori o mansioni anche complessi e di responsabilità.
E allora fate come me: un bel bastardino preso dal canile. Intelligenza 10 e lode

31.3.2010

Quando sterilizzare il gatto

Nel gatto la sterilizzazione chirurgica è una pratica medica generalmente ben consolidata. Essa viene di solito eseguita ad una età compresa fra i 4 e gli 8 mesi di età, ed il momento adatto deve essere deciso insieme al proprio veterinario curante. I vantaggi della sterilizzazione devono essere visti su due piani fra loro connessi: il controllo delle nascite e del randagismo, dovere di ciascun proprietario di animali da compagnia, ed il controllo/prevenzione di possibili gravi patologie.
Il controllo delle nascite può essere eseguito solo con pratiche chirurgiche poiché non vi sono tuttora farmaci disponibili che non abbiano controindicazioni per la salute (insorgenza di tumori, infezioni gravi secondarie e così via). La sterilizzazione previene nelle femmine l'insorgenza dei tumori mammari spontanei, che nella gatta hanno una totalità di prevalenza di forme estremamente maligne e quindi in tempi brevi mortali. Sempre nelle femmine le patologie uterine ed ovariche diventano quasi zero in seguito alla sterilizzazione, così come altre patologie correlate agli ormoni sessuali. Nel gatto maschio la castrazione viene vissuta per lo più come un sistema per evitare fastidiose eliminazione nell'ambiente domestiche e a quei "disturbi" legati agli atteggiamenti sessualmente correlati in genere (vocalizzi, fughe, aggressività ridiretta eccecc). In realtà la sterilizzazione serve anche per limitare moltissimo la trasmissione di gravi malattie infettive, quali la leucemia felina, l'immunodeficienza felina, le coronavirosi/FIP, eccetera, sia all'interno di colonie sia perché i gatti sterilizzati tendono a restare molto più confinati nel loro ambiente domestico, e pertanto a non avere contatti con altri gatti, di cui nulla si conosce (randagi o di proprietà, ma raminghi).
In definitiva un gatto domestico vive in una gabbia che è l'appartamento, che per quanto possa essere una "gabbia dorata" gabbia sempre resta.
Abbiamo il dovere tassativo di mettere i nostri animali nelle migliori condizioni possibili per vivere nell'ambiente dove noi viviamo: la sterilizzazione è quindi un atto medico che aiuta nella gestione del benessere psicofisico dei gatti e che ha permesso, insieme ad altri fattori, di ottenere un sensibile allungamento della loro vita media.
Emanuele Minetti
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