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Il magazine degli animali

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25.1.2012

Picchia il cane e finisce in Tribunale

Al Tribunale di Milano è finita alla sbarra e rischia una condanna fino a un anno di reclusione, sto parlando di una donna che per strada a Milano ha preso a calci il suo cane e che poi è stata denunciata da un passante che assisteva alla scena. La padrona dell'animale è stata rinviata a giudizio davanti al giudice della terza sezione penale per aver maltrattato l'animale «tanto da farlo guaire», come recita il capo di imputazione.
Il fatto è accaduto il 20 novembre 2010. Secondo l'accusa la donna «in stato di ebbrezza alcolica e da sostanza stupefacente, strattonava violentemente con il guinzaglio il cane di sua proprietà di razza Basset, di piccola taglia, colpendolo ripetutamente, senza necessità, con calci all'addome tanto da farlo guaire».
Un passante, che non poteva sopportare il trattamento che la donna riservava al suo cane, ha deciso di sporgere denuncia in Procura e così è stato avviato un processo per il reato di maltrattamento di animali, introdotto nel codice penale nel 2004. Le pene per questo reato vanno dai 3 mesi all'anno di reclusione. Il carcere può essere comunque sostituito da una pena pecuniaria che va dai 3 mila ai 15 mila euro.
Ricordiamocelo se dovessimo vedere qualcuno che maltratta un animale. Ed è tutto per oggi



24.1.2012

Basta allevamenti in gabbie "a batteria"

Costrette a vivere al buio. Così esasperate da mangiarsi a vicenda, ma solo per avere più spazio.
Questa è la sorte di centinaia di migliaia di galline ovaiole sparse per l'Europa. Una sorte che, secondo la direttiva comunitaria (la 74 del 1999), doveva finire il 31 dicembre scorso.
Dal 1° gennaio di quest'anno le galline usate per la produzione alimentare non devono stare in gabbie «a batteria», ma a terra, all'aperto oppure in pollai più grandi, accompagnati da nido, lettiera, posatoio e zona graffi dove accorciare le unghie.
Norme che non sembrano avere seguito tutti i Paesi. La Commissione europea scrive che 46,7 milioni di galline ovaiole continuano a vivere in gabbie fuori legge. Pensate che solo In Italia ad agosto se ne contavano 28 milioni. Per questo motivo Bruxelles vuole aprire una procedura d'infrazione contro quindici Stati membri - compreso il nostro - per non essersi messi in regola.
A raccontare come vivono questi volatili ci ha pensato «Nemesi Animale»: l'associazione ha denunciato - con foto e video poi ripresi da Striscia la Notizia - le condizioni nella società agricola «Bruzzese» di Valle Olona (Varese), una delle più grandi della Lombardia. Nelle immagini c'è di tutto: volatili stressati, ammalati, feriti. Molti sono morti. Tanti vivono in condizioni critiche.
Quando compriamo le uova controlliamo che siano da galline allevate a terra.


23.1.2012

Il mio bambino e' allergico ai cani

Oggi rispondiamo ad una mail di Ivan e Valentina che hanno scritto al nostro indirizzo perche' da qualche giorno hanno saputo che il figlio di 16 mesi e' allergico ai cani e avendo Pablo, un meticcio del quale sono innamorati da 6 anni, chiedono un parere professionale, e chi meglio del dr. Emanuele Minetti medico veterinario a Milano?
Buongiorno dr. Minetti
"Buongiorno, esiste un prodotto ad uso esterno da appplicare sul mantello del cane per renderlo molto meno “allergizzante” nei confronti dell'uomo ed esso si può usare frequentemente senza danno per l'animale. Non si può pensare che dia un risultato del 100% ma diminuisce la carica inalante di allergeni che scatenano la reazione clinica.
In realtà bisogna vedere se il bambino è solamente con gli esami anticorpali positivi senza sintomi clinici rilevabili, se sono presenti altre sostanze cui egli è allergico, se risponde alle terapie.
Le dico questo perché il suo bambino è davvero molto piccolo come età e trovare anticorpi non significa sempre malattia o che sia proprio il cane la fonte primaria del suo problema: può infatti essere solo che sta “costruendosi” il suo bel sistema immunitario e che è in una fase tumultuosa e complicata.
Non entro oltre nel merito direttamente, mi permetto comunque di consigliarle un secondo consulto presso altro allergologo-immunologo, magari in una clinica specializzata di referenza universitaria specifica pediatrica.
E per ora lasci il cane in giardino e comperi lo shampoo lozione per il cane. Buon anno."
Grazie al dr. Emanuele Minetti vice presidente dell'ANMVI Lombardia e veterinario a Milano. Vi ricordo che per avere un suo consiglio potete scrivere alla sezione del veterinario su www.prontofido.net

20.1.2012

Succhia il cuscino. Perchè?

Oggi rispondiamo ad Alessandra che ha un problema con il suo bellissimo ed affettuosissimo labrador maschio di 4 anni, preso in canile da pochi mesi: ha l'abitudine di succhiare il cuscino della cuccia. Alessandra ci chiede il perché. Risponde Daniela Lisi:
"Cara Alessandra, il tuo cagnolone non è l'unico ad avere questa cattiva abitudine, quindi non preoccuparti più di tanto.
Il problema può derivare da riverse ragioni che ora vedremo insieme.
Come prima cosa, avendo vissuto praticamente tutta la vita in canile, non sappiamo quale sia il suo passato da cucciolo. Dico questo perché l'atteggiamento può essere scaturito dal fatto che sia stato staccato precocemente dalla mamma e quindi in quell'azione trova conforto.
Se fosse così, il consiglio è di provare con dei feromoni materni, comprando un collare o un diffusore D.A.P.
Un altro motivo, molto più semplice, potrebbe essere che al cane piace molto farlo, punto e basta. Allora a quel punto ti consiglio di sostituire il cuscino e magari dargli degli ossi di pelle di bufala o un bel kong, che probabilmente lo distrarranno dalla cattiva abitudine.
Oppure il problema potrebbe essere che si annoi. Sai quanto un labrador ha bisogno di giocare e scaricare, vero? Se fosse così, una bella palla ed una corsa nei prati tutti i giorni dovrebbero risolvere il tutto.
In ultimo, c'è la possibilità che il tuo cane debba scaricare qualche tensione o stress accumulati in passato o nel presente. A quel punto occorre che un esperto lo veda, per capire quale sia la fonte di stress.
Ora sta a te Alessandra cercare di provare a capire quale sia la motivazione giusta.
Tienimi aggiornata!".

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